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Guardiola chiude la porta: Akanji resta all’Inter

Emergenza difensiva al City, ma nessun rientro: la scelta è netta e condivisa

2 min di lettura

Il messaggio è arrivato senza ambiguità, e non solo per vie ufficiose. In un momento di piena emergenza difensiva, Pep Guardiola ha scelto la strada più netta possibile: Manuel Akanji non tornerà a Manchester. Né ora, né come soluzione tampone. Una presa di posizione che chiarisce il quadro e chiude una porta che, nelle ultime ore, qualcuno aveva provato a riaprire.

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Guardiola chiude il caso Akanji

Durante un confronto con la stampa inglese, l’allenatore del Manchester City ha fatto il punto sulle difficoltà del reparto arretrato, rese ancora più pesanti dal nuovo stop di Joško Gvardiol. In questo contesto, il nome di Manuel Akanji era tornato d’attualità. Ma Guardiola ha tagliato corto: il City non interromperà il prestito.

A rafforzare il concetto è arrivato anche Fabrizio Romano, che ha chiarito come il rientro del difensore svizzero dall’Inter non sia mai stato un’opzione reale, nemmeno dopo l’ennesima emergenza.

L’accordo parla chiaro (e le intenzioni pure)

La posizione del City è coerente con i termini dell’accordo. L’Inter ha in mano un obbligo di riscatto fissato intorno ai 15 milioni in caso di Scudetto, ma la clausola è solo una parte della storia. Il punto centrale è progettuale: Akanji è considerato un elemento strutturale della difesa nerazzurra.

A viale della Liberazione, infatti, la volontà è chiara: trattenerlo anche oltre questa stagione, a prescindere da come si chiuderà il campionato. Il rendimento, l’affidabilità e l’inserimento nel sistema hanno convinto tutti. Non è una soluzione di passaggio, ma un tassello che si vuole rendere definitivo.

City in emergenza, ma senza strappi

Guardiola ha confermato che il Manchester City si muoverà altrove: sul mercato o all’interno della rosa, senza strappi contrattuali. È una scelta di metodo prima ancora che di merito, che evita forzature e mantiene intatti gli equilibri tra i club.

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