Dumfries-Real Madrid, è ufficiale: l’Inter saluta l’olandese con un comunicato da record

Attivata la clausola rescissoria, l'esterno lascia Milano dopo cinque stagioni e 207 partite. Il club nerazzurro gli dedica un tributo che ripercorre gol, assist e notti da protagonista, dal debutto del 2021 fino allo scudetto della scorsa primavera

6 min di lettura

È ufficiale: Denzel Dumfries lascia l’Inter per accasarsi al Real Madrid. Il trasferimento, si legge nella nota diffusa dal club nerazzurro, si è concretizzato a titolo definitivo dopo l’attivazione della clausola rescissoria presente nel contratto dell’esterno olandese. Un’operazione che chiude un ciclo di cinque stagioni a Milano, e che la stessa Inter ha scelto di raccontare non con un asettico comunicato di mercato, ma con un lungo tributo che ripercorre gol, notti europee e momenti che hanno legato il calciatore alla piazza nerazzurra.

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Il comunicato: più di un semplice saluto

Il club, nel testo diffuso attraverso i propri canali ufficiali, non si è limitato a certificare l’operazione. “Per Denzel, San Siro e Milano saranno sempre casa”, si legge nel comunicato, che si chiude con un saluto diretto al giocatore: “In bocca al lupo, Denzel: è stato bello vincere insieme!”. Un linguaggio insolito per un annuncio di cessione, che testimonia il peso specifico che Dumfries ha avuto nello spogliatoio e tra i tifosi in questi anni, al punto da meritare un racconto quasi cronologico della sua avventura in nerazzurro.

I numeri di cinque stagioni

Prima di scendere nel dettaglio dei momenti più significativi, la nota nerazzurra si sofferma sui numeri, che da soli spiegano il perché di un saluto così sentito. 207 presenze, 27 gol, 28 assist e 8 trofei conquistati: un bottino che pochi esterni destri possono vantare in Serie A nell’ultimo decennio, e che racconta di un calciatore capace di incidere costantemente sul risultato, non solo di completare la fase difensiva.

Dal debutto al record personale

Dumfries era arrivato a Milano nel 2021 dal PSV Eindhoven, e secondo quanto ricostruito dal comunicato le prime settimane erano servite più che altro ad ambientarsi, prima di esplodere con le caratteristiche che lo avrebbero reso celebre: le sgasate sulla fascia destra, la presenza costante in area di rigore, la capacità di attaccare i cross sia di testa sia di piede. Nell’ultima stagione, quella conclusa con la vittoria del campionato, ha registrato il suo record personale di reti, 11, arricchito da un episodio particolare: la fascia da capitano indossata proprio in una sfida contro il Feyenoord, club della sua città natale, Rotterdam, dove è cresciuto calcisticamente nello Sparta.

Le notti europee e i gol che sono rimasti nella memoria

Il racconto ufficiale dell’Inter si sofferma a lungo sulle notti di Champions League, a partire dalla semifinale d’andata contro il Barcellona al Montjuic: due gol, uno in rovesciata e uno di testa, oltre a un assist per Thuram poco prima. Sommando andata e ritorno del doppio confronto con i catalani, il bottino personale di Dumfries sale a due reti e tre assist in un singolo doppio impegno europeo, uno dei rendimenti più alti mai registrati da un giocatore nerazzurro in una fase così avanzata della competizione. Diverso, ma ugualmente citato nel comunicato, il ricordo della finale di Monaco di Baviera: una serata amara sul piano del risultato, con Dumfries che comunque, medaglia al collo, ha scelto di andare a salutare i tifosi nerazzurri presenti sugli spalti.

I gol che hanno emozionato i tifosi

Il tributo dell’Inter recupera anche episodi più legati all’aspetto emotivo che a quello tecnico: il primo gol in nerazzurro, arrivato all’Olimpico con un tuffo di testa dopo un salvataggio difensivo poco prima, e la rete in pieno recupero a Lecce, festeggiata con una corsa di pura gioia. C’è spazio anche per la doppietta in Supercoppa Italiana contro l’Atalanta, giocata in Arabia Saudita, e per l’unico cartellino rosso rimediato in cinque anni, arrivato proprio nel derby della Madonnina nella notte della Seconda Stella, a conferma di quanto le sfide contro il Milan abbiano sempre acceso una marcia in più nel giocatore olandese.

La stagione del Double e l’addio

Il capitolo conclusivo del comunicato riguarda l’ultima annata, quella del Double scudetto, definita dal club come la cornice naturale per l’addio. Determinante in questo senso la doppietta siglata contro il Como, arrivata subito dopo il rientro in campo da un lungo stop per infortunio, in coincidenza con lo sprint decisivo verso il titolo. Un gol celebrato con una scivolata in ginocchio e le braccia incrociate, immagine che l’Inter ha scelto di ricordare insieme a quella dei festeggiamenti scudetto, con Dumfries protagonista sia sul campo, nel bacio allo stemma, sia sul bus scoperto durante la parata.

Il trasferimento al Real Madrid apre ora un nuovo capitolo nella carriera dell’esterno olandese, che lascia l’Italia da uno dei protagonisti silenziosi ma decisivi dell’ultimo ciclo vincente nerazzurro. Resta da capire quale ruolo gli affiderà Xabi Alonso nella rosa blancos, in un reparto di fasce destre che in Liga presenta profili di assoluto livello internazionale.

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