Alla vigilia del delicato impegno nei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt, Cristian Chivu si presenta in conferenza stampa con la corazza dei momenti solenni. Il tecnico romeno, chiamato a guidare il sodalizio nerazzurro nell’insidiosa trasferta norvegese, ha scelto la via della fermezza, blindando lo spogliatoio dalle turbolenze mediatiche e rispedendo al mittente le stoccate giunte da Torino dopo il discusso derby d’Italia. Con un piglio da leader navigato, l’allenatore ha voluto troncare ogni strascico relativo al caso Bastoni, spostando l’asse del discorso sulla caratura europea di un’Inter che non intende accettare scuse, siano esse legate al clima artico o alle assenze pesanti di Calhanoglu e Frattesi.
Lo scontro con Spalletti: «Moralismi inutili, chi vince è odiato»
Il summit con i media è diventato inevitabilmente terreno di scontro ideologico dopo le recenti critiche di Luciano Spalletti in merito alla gestione comunicativa del contatto Bastoni-Kalulu. Chivu non ha utilizzato mezzi termini per definire lo scenario: «Non mi interessa ciò che dicono gli altri, specialmente dove c’è una frustrazione che non si è in grado di gestire», ha dichiarato il tecnico, pungendo l’omologo bianconero senza mai nominarlo direttamente.
Il romeno ha poi rivendicato il diritto alla critica come corollario del successo: «Bisogna accettare che le critiche facciano parte del gioco. Da un secolo, chi vince è il più odiato; noi dobbiamo conviverci senza fare i moralisti su episodi che si ripetono ogni domenica». Un richiamo alla coerenza che Chivu ha suggellato ricordando il silenzio nerazzurro dopo i torti subiti a Napoli, contrapponendolo al clamore scatenatosi sabato scorso. «Noi andiamo avanti consci della nostra forza, con l’obiettivo di restare competitivi su ogni fronte».
Missione Norvegia: l’ombra del Bodo e l’emergenza mediana
Il focus si è poi spostato sulla sfida del campo, dove l’Inter dovrà affrontare una delle realtà più sorprendenti del panorama internazionale. «Non cerchiamo scuse: non ci sono alibi legati al freddo o al terreno sintetico», ha ammonito Chivu, ricordando come il Bodo/Glimt abbia già mietuto vittime illustri come il City e l’Atletico Madrid. La compagine norvegese è descritta come un avversario temibile, capace di mettere in scacco chiunque grazie a un’organizzazione tattica consolidata e a una condizione atletica invidiabile.
L’impasse maggiore per il tecnico riguarda però le defezioni dell’ultima ora. Oltre al forfait di Hakan Calhanoglu, vittima di un leggero affaticamento muscolare che dovrebbe risolversi per la prossima settimana, l’Inter dovrà rinunciare a Davide Frattesi, fermato da un attacco febbrile improvviso. «Ultimamente abbiamo a che fare con diverse sorprese, come Davide ieri notte», ha spiegato Chivu, lasciando intendere che le rotazioni saranno obbligate ma ragionate. La sfida di domani non sarà solo un test tecnico, ma una prova di maturità per un gruppo che vuole dimostrare di saper isolare il rumore esterno per concentrarsi unicamente sulla conquista degli ottavi di finale.