Inter, Chivu apre al tridente: «A volte potremo giocare anche con tre attaccanti»

Alla vigilia della sfida con l’Udinese il tecnico nerazzurro non chiude a variazioni tattiche: dal 3-5-2 a un attacco a tre, le opzioni sul tavolo.

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L’Inter si prepara a scendere in campo contro l’Udinese per la seconda giornata di Serie A, e alla vigilia del match il tecnico Cristian Chivu ha fatto chiarezza anche sugli aspetti tattici. L’allenatore romeno, pur confermando come il punto di partenza resti il 3-5-2, ha lasciato aperta la porta a possibili variazioni, sottolineando la disponibilità a schierare i nerazzurri con un attacco a tre in determinate situazioni di gioco.

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«Ci sarà modo – ha spiegato Chivu – le partite saranno tante e potremo vedere diverse combinazioni, dalle due punte fino a tre attaccanti. Tutto dipenderà dalle necessità e dalle letture durante la gara».

Le armi offensive a disposizione

Il reparto offensivo nerazzurro ruota attorno a Lautaro Martínez, capitano e leader tecnico della squadra, garanzia di gol e di personalità. Al suo fianco c’è Marcus Thuram, reduce da due stagioni di grande impatto in Serie A e ormai elemento cardine nello scacchiere interista.

Accanto a loro, Chivu potrà contare su profili diversi come Ange-Yoan Bonny, attaccante fisico arrivato dal Parma e considerato un investimento per il futuro, e Francesco Pio Esposito, talento del vivaio classe 2005 tornato a disposizione dopo l’esperienza allo Spezia e pronto al debutto in Serie A.

Grazie a queste alternative, il tecnico può variare il disegno tattico: dal classico 3-5-2 al 3-4-2-1, fino a un più coraggioso 3-4-3 che includa tre punte di ruolo. Una scelta che dipenderà dall’avversario, dal momento della stagione e dalla gestione delle energie in un calendario fitto di impegni tra campionato e Champions League.

Per il match del Meazza contro la squadra di Kosta Runjaic, l’Inter partirà verosimilmente dal solito assetto con Lautaro e Thuram in coppia, ma le parole di Chivu aprono a scenari futuri che intravedono un’Inter più offensiva e imprevedibile. Un segnale di flessibilità tattica che potrebbe diventare un’arma in più nella corsa a un campionato lungo e competitivo.

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