La nuova Champions League 2025/26 non lascia respiro all’Inter. L’urna di Montecarlo ha disegnato un calendario che mette i nerazzurri davanti a un cammino da montagne russe: otto partite in un girone unico che sa di percorso a ostacoli.
Il debutto sarà subito ad alta quota: a San Siro arriverà il Liverpool, reduce da un mercato faraonico da oltre 670 milioni di euro e affidato alla guida di Arne Slot. Una squadra devastante in ogni reparto, con l’incognita di un eventuale arrivo di Alexander Isak a rendere l’attacco ancora più letale.
Una settimana dopo, ecco la trasferta più temuta d’Europa: il Signal Iduna Park di Dortmund, dove il muro giallo metterà alla prova la tenuta mentale dei ragazzi di Chivu.
Arsenal, Atletico e il ritorno romantico ad Amsterdam
Il calendario non concede tregua. Alla terza giornata sarà di nuovo San Siro a vestire i panni di teatro europeo: arriva l’Arsenal, pronto a prendersi la rivincita dopo l’eliminazione subita lo scorso anno proprio per mano dei nerazzurri, quando fu Calhanoglu a decidere dal dischetto. Oggi, però, i Gunners hanno aggiunto un’arma in più: Victor Gyokeres, centravanti esplosivo e attesissimo protagonista della nuova edizione.
Poi la sfida al Wanda Metropolitano, contro un Atletico Madrid che, con la sua organizzazione difensiva e la mentalità granitica di Simeone, resta uno degli avversari più scomodi dell’intero panorama europeo.
Non mancheranno anche appuntamenti dal sapore speciale. A Praga contro lo Slavia servirà massima concentrazione, mentre ad Amsterdam Chivu vivrà una serata carica di emozioni: proprio lì, da giovane, era diventato capitano dell’Ajax a soli 21 anni. Un ritorno romantico, seppur contro un club ormai lontano dai fasti passati.
Le trasferte più insidiose e l’obiettivo minimo
A completare il girone ci sono due tappe insidiose: la sfida in Belgio contro l’Union SG e soprattutto la trasferta in Kazakhstan contro il Kairat Almaty, viaggio lungo e condizioni ambientali complicate che rischiano di trasformarsi in una trappola.
Il nuovo format rende ogni gara decisiva. L’Inter dovrà provare a chiudere tra le prime otto per accedere direttamente agli ottavi, ma l’obiettivo minimo resta il piazzamento tra le prime 24 per evitare brutte sorprese e garantirsi almeno un playoff.
Per Chivu sarà subito un esame di statura europea: l’Inter si ritrova in un cammino che profuma d’impresa e che potrebbe consacrare, o mettere in discussione, la sua nuova era.