Domenica sera, a San Siro, l’Inter riabbraccerà Hakan Calhanoglu. Il regista turco, reduce da settimane agitate tra acciacchi fisici e indiscrezioni di mercato, guiderà la mediana nerazzurra nella sfida contro l’Udinese. Sarà schierato dal primo minuto, affiancato da Nicolò Barella e dal giovane Petar Sucic, in quello che rappresenta non solo un ritorno tecnico ma anche simbolico.
Per il numero 20, infatti, si tratta di una sorta di nuova partenza. Dopo un’annata vissuta tra alti e bassi, condizionata da problemi muscolari e da un rendimento altalenante, Calhanoglu vuole dimostrare di essere ancora indispensabile. Lo sa bene Cristian Chivu, che intende affidargli la regia del centrocampo per orchestrare la manovra di una squadra che ha scelto di puntare forte sul rinnovamento.
Ultima stagione a Milano?
Il contratto di Calhanoglu scade nel 2027, ma il suo futuro non è scritto. A 31 anni, con un’Inter che ha deciso di aprire un nuovo ciclo a centrocampo, il turco potrebbe trovarsi davanti a un bivio già la prossima estate. L’esplosione di Davide Frattesi, l’arrivo di Sucic e l’investimento su Andy Diouf rappresentano segnali chiari: il club sta programmando un cambio generazionale nella zona nevralgica del campo.
Non a caso, il Corriere dello Sport ha parlato apertamente di una possibile separazione “dolce” al termine della stagione. Un addio che, per entrambe le parti, potrebbe coincidere con la chiusura di un ciclo importante. Dopo i successi in Supercoppa, lo scudetto e le cavalcate europee interrotte sul più bello, Calhanoglu ha ancora la possibilità di scrivere un ultimo capitolo vincente con la maglia nerazzurra.
Per ora, però, la testa è soltanto al campionato. Contro l’Udinese, Calhanoglu non vuole limitarsi a gestire: intende tornare a essere il punto di riferimento, l’uomo capace di dare ritmo e ordine al gioco interista. Se davvero questa sarà la sua ultima stagione a Milano, il regista turco vuole viverla da protagonista, confermando il suo ruolo da leader fino all’ultimo minuto in nerazzurro.