La rivalità tra Inter e Milan si ferma al fischio finale. Fuori dal campo, però, i destini dei due club sono legati da un progetto che vale centinaia di milioni di euro e che richiede, per andare avanti, che entrambe le parti remino nella stessa direzione. È per questo che l’instabilità che attraversa Casa Milan in queste settimane non lascia indifferente la dirigenza nerazzurra. Secondo il Corriere dello Sport, l’Inter starebbe seguendo con attenzione e una certa apprensione le vicende societarie dei rivali cittadini, consapevole che un vuoto di potere prolungato dall’altra parte del tavolo rischia di rallentare – o complicare – il percorso verso il nuovo stadio.
Il progetto condiviso che non può permettersi vuoti di potere
Il tema è delicato perché il futuro impianto che dovrebbe sostituire lo storico San Siro è, per definizione, un’operazione a due. Nessuno dei due club può portarla avanti da solo, e ogni passaggio burocratico richiede che entrambe le società si presentino compatte e con una guida stabile. La mancanza di un amministratore delegato, di un direttore sportivo e di un allenatore in casa Milan non è solo un problema rossonero: è un elemento che, nell’analisi del Corriere dello Sport, rischia concretamente di rallentare un percorso già complesso sul piano amministrativo. Il timore dell’Inter è preciso: non avere una sponda solida con cui affrontare i vari passaggi istituzionali necessari alla realizzazione del nuovo impianto.

Marotta: “Gap evidente con Spagna e Premier League”
Sul tema è intervenuto direttamente Giuseppe Marotta. Il presidente nerazzurro, parlando al Festival della Serie A, ha scelto i numeri per spiegare l’urgenza della situazione. “San Siro rappresenta uno stadio datato e senza quei comfort che possono trasformarsi in un vantaggio economico. Il Real Madrid punta a superare il mezzo miliardo di euro di ricavi da stadio, mentre noi arriviamo a 90-100 milioni. Qui si genera un gap evidente con Spagna e Premier League. Lo stadio nuovo è un’esigenza.” Una forbice da 400 milioni di euro che fotografa con brutalità il divario infrastrutturale tra il calcio italiano e i principali competitor europei. Per Marotta non è una questione di comfort o di modernità estetica: è una questione di sopravvivenza competitiva a lungo termine.
Un’alleanza necessaria che il caos rossonero mette a rischio
L’Inter e il Milan non si siedono allo stesso tavolo come amici, ma come soci in un’operazione che conviene a entrambi. Finché Casa Milan resterà senza una guida definita, quella sedia resterà vuota. E ogni settimana che passa è una settimana in cui i passaggi amministrativi necessari alla realizzazione del nuovo impianto slittano, i costi aumentano e la distanza dai club europei meglio attrezzati si allarga ulteriormente.