Inter, Sucic è una certezza per il futuro: umiltà, sacrificio e tecnica al servizio di Chivu

Tra i protagonisti del momento emerge il nome di Petar Sucic: con due assist e un gol ha trascinato l'Inter in finale di Coppa Italia, superando il Como per 3-2. Chivu non può privarsene per il futuro

Alessandro Galbiati
4 min di lettura

Fra i profili che maggiormente stanno attirando l’attenzione in casa Inter figura Petar Sucic. La sua stagione è stata fin qui caratterizzata da un andamento altalenante, sia in termini di impiego sia di rendimento: dopo un avvio particolarmente promettente, il suo contributo è progressivamente calato, complice anche la ritrovata centralità di Zielinski. Un percorso comunque comprensibile, considerando che si tratta del suo primo anno in Serie A, un campionato decisamente più competitivo rispetto a quello croato, dove ha disputato due stagioni con la Dinamo Zagabria.

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A rendere ancora più significativo il suo cammino è un retroscena emerso nelle ultime ore: secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport Sucic il primo febbraio contro la Cremonese si era fratturato una mano. Non si è operato, anzi si è sacrificato, continuando a scendere in campo con un tutore”. Il club, dunque, in accordo col calciatore, aveva deciso di non comunicare nulla.

Un episodio che testimonia un notevole spirito di sacrificio e una marcata umiltà, oltre le qualità tecniche che possiede. Fin dal suo arrivo, il centrocampista croato ha dimostrato pieno rispetto per le decisioni di Chivu, senza mai sollevare polemiche, e un costante impegno nei confronti della maglia nerazzurra. Pur in una stagione segnata da alti e bassi, non ha fatto mai mancare la propria disponibilità, nemmeno in condizioni fisiche non ottimali. Il suo impatto nella semifinale di ritorno contro il Como rappresenta, in questo senso, una sorta di giusto riconoscimento. Un profilo con questi valori e caratteristiche appare destinato a ritagliarsi un ruolo centrale nel futuro dell’Inter.

Sucic, due assist e un gol contro il Como: Chivu non può privarsene per il futuro

Nell’ultima uscita dell’Inter, culminata in una rimonta spettacolare dallo 0-2 al 3-2 contro il Como, Petar Sucic si è imposto come uno dei principali artefici del successo. Subentrato al 60′ al posto di Zielinski, ha inciso in maniera determinante sull’inerzia del match: prima con due assist per Calhanoglu, poi con la rete decisiva che ha completato la rimonta e spalancato ai nerazzurri le porte della finale di Coppa Italia a Roma.

La sua prestazione ha messo in luce qualità tecniche di primo ordine: visione di gioco, tempi d’inserimento e capacità di saltare l’uomo anche nei momenti di massima pressione, come nelle azioni che hanno portato al 2-2 e al 3-2. Sucic ha evidenziato anche una crescita sul piano caratteriale, aspetto che nelle fasi iniziali della stagione appariva meno mercato rispetto all’umiltà e allo spirito di sacrificio già mostrati sin dal suo arrivo a Milano. Legato al club da un contratto fino al 2030, il centrocampista croato rappresenta un investimento non di poco conto, 14 milioni di euro più 2 di bonus, che contro il Como ha trovato piena legittimazione.

La prova offerta contro la formazione lariana assume quindi anche il valore di un segnale forte in prospettiva: archiviata questa annata “di adattamento”, la prossima potrebbe consacrarlo definitivamente nel centrocampo nerazzurro, permettendogli di esprimersi con maggiore continuità e di ritagliarsi un ruolo sempre più centrale. Cristian Chivu, in tal senso, ha tra le mani un gioiello pregiato, un potenziale punto fermo per il futuro dell’Inter: starà a lui continuare a valorizzarlo e guidarne la crescita.

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