L’Inter conquista la finale di Coppa Italia al termine di una rimonta mozzafiato allo Stadio Giuseppe Meazza, superando il Como per 3-2 dopo essere finita sotto di due reti. La squadra di Simone Inzaghi, priva di Lautaro Martinez rimasto in tribuna, ribalta lo 0-0 dell’andata grazie a una reazione d’orgoglio nel finale di gara, propiziata dai cambi e dalla precisione balistica dei suoi centrocampisti.
Il primo tempo ha evidenziato le falle strutturali della difesa nerazzurra, colpita al 32′ da un destro di Baturina su assist di Van der Brempt. Il tracollo dell’Inter sembrava definitivo al 48′, quando un errore in disimpegno ha permesso a Nico Paz di innescare Da Cunha per lo 0-2. L’incapacità dell’Inter di produrre manovre lineari, limitandosi a cross prevedibili fino all’ora di gioco, ha costretto la panchina a intervenire: l’ingresso di Susic e Diouf al 60′ ha cambiato l’inerzia del match.
La rimonta porta la firma di Hakan Calhanoglu. Il turco ha riaperto la partita al 70′ con una conclusione dalla distanza, per poi siglare il pareggio all’86′ con un inserimento aereo. Il sorpasso definitivo è arrivato all’89′ grazie a Luka Susic, il cui destro ha sancito il passaggio del turno. Il Como di Cesc Fàbregas recrimina per una clamorosa occasione fallita da Diao sul risultato di 1-2, errore che ha impedito ai lariani di chiudere il discorso qualificazione.
L’Inter attende ora la vincente della sfida tra Atalanta e Lazio, in programma domani a Bergamo, per conoscere l’avversaria della finale. Nonostante il successo, restano i dubbi sulla gestione difensiva di Acerbi (sostituito al 74′) e sulle condizioni atletiche di una squadra che ha rischiato l’eliminazione contro una neopromossa, salvandosi solo grazie alle individualità del reparto mediano.