Inter, torna di moda Solet: i pro e i contro del difensore francese

I nerazzurri pensano al prossimo rinforzo difensivo, la pista Solet è viva: ma sarà la scelta giusta? L'analisi completa sul francese

Alessandro Bonci
4 min di lettura

L’Inter guarda con attenzione al prossimo mercato e tra i reparti più sotto traccia c’è sicuramente quello difensivo. Già la scorsa estate la piazza si aspettava qualche innesto, ma oltre all’arrivo di Akanji per Pavard, la dirigenza non ha aggiunto altri nomi. Con Acerbi, De Vrij e Darmian a fine ciclo, e un Bastoni promesso al Barcellona, l’Inter valuta i nuovi innesti. Tra i profili monitorati continua a circolare quello di Oumar Solet, in forza all’Udinese, come riportato da Fabrizio Biasin sui propri canali social.

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I punti a favore di Solet

Alto, roccioso e abile palla al piede: Solet non lo scopriamo certo ora, ma perchè l’Inter dovrebbe puntare su di lui? Un aspetto, tutt’altro che banale, è la conoscenza del campionato italiano, fattore spesso sottovalutato. Fisico e abilità tecnica sono tra le sue caratteristiche principali: Solet ama palleggiare e partire palla al piede, creando superiorità in fase di possesso e rompendo la prima linea di pressione. Una qualità che per il palleggio dei nerazzurri sarebbe oro.

Bravo nel gioco aereo, Solet andrebbe ad aggiungere centimetri alla retroguardia nerazzurra. In Serie A vince il 60% dei duelli aerei ed è difficilmente superabile nell’uno contro uno: subisce 0,6 dribbling a partita, recupera almeno cinque palloni a partita e vanta l’82% di precisione nei passaggi nella metà campo offensiva. La carta d’identità dice 26 anni, un profilo già pronto ma con margini di crescita. Destro che gioca sul centro sinistra, Solet può coprire tutte le zone del reparto difensivo. Già rodato in un sistema a tre, può adattarsi anche alla difesa a quattro. La ciliegina è data dalla sua tecnica, che gli consente di presentarsi dagli 11 metri, come dimostrato nella sfida contro il Lecce.

I dubbi in casa Inter

Come riportato dallo stesso Biasin, uno degli aspetti su cui la dirigenza nutre qualche perplessità è l’eccesso di fiducia. Il suo amore per il dribbling in zone pericolose del campo non sempre lo premia, e la brutta figura è sempre dietro l’angolo. Tuttavia, questa sicurezza racconta anche di un ragazzo con personalità, qualità che non necessariamente rappresenta un limite. Un altro aspetto da valutare riguarda la collocazione tattica. Se Chivu dovesse pensare a una difesa a quattro, potrebbe essere preferibile puntare su un giocatore già abituato a questo sistema. Solet ha dimostrato capacità di adattamento, ma un profilo più specifico potrebbe rappresentare una scelta più sicura.

Il francese, inoltre, verrebbe catapultato in un ambiente con maggiori pressioni. All’Udinese vanta due ottime stagioni, ma la squadra di Runjaic ha lottato principalmente per il decimo posto. Inserirsi in una realtà che compete su più fronti è un’altra cosa. Sul piano europeo, è dalla stagione 23/24 che non disputa la Champions League. Ultimo, ma non meno importante, il prezzo non è propriamente agevole. L’Udinese non ha fissato una cifra ufficiale, ma è difficile pensare ad una cessione sotto i 20 milioni.

Promosso o bocciato?

E’ chiaro che, qualora l’Inter dovesse perdere Bastoni, difficilmente troverebbe un difensore al pari o anche semplicemente simile. Solet rappresenterebbe comunque un profilo di spessore, con personalità e identità chiara. Sarà poi da capire se ci sarà un eventuale passaggio alla difesa a quattro, ma nel caso si restasse a tre, in Serie A non si vedono molti braccetti migliori del francese.

Insomma, l’Inter valuta tutti gli aspetti e il prezzo sarà uno dei nodo principali dell’operazione. Il gruppo di difensori monitorati dall’Inter è ristretto e la pista Solet potrebbe davvero trasformarsi in un’ipotesi più che concreta per la prossima stagione.

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