Inter, scudetto a passo ridotto: bastano 19 punti per la seconda stella

Analisi del rush finale: Chivu ha battuto tutte le prossime 9 avversarie all'andata. Il Milan può arrivare solo a 87.

Redazione
2 min di lettura

L’Inter di Christian Chivu si avvicina alla resa dei conti per il ventunesimo scudetto con un vantaggio strutturale che permette una gestione conservativa: ai nerazzurri basta il 66% dei punti disponibili per blindare il titolo. Nonostante una flessione fisica e mentale nelle ultime uscite, acuita dal prepotente ritorno di Milan e Napoli, la capolista vanta un tesoretto di 5 punti sui rossoneri e 6 sugli azzurri, distacchi che potrebbero dilatarsi rispettivamente a +8 e +9 in caso di colpaccio nella trasferta di Firenze. La proiezione matematica è inequivocabile: con 19 punti nelle ultime 9 giornate, il tricolore diventerebbe aritmetico, indipendentemente dai risultati delle inseguitrici.

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Il fattore psicologico pende tutto a favore di Appiano Gentile: nel girone d’andata, l’Inter ha ottenuto il bottino pieno (27 punti su 27) contro le nove avversarie che incrocerà da qui a fine maggio. Per consegnare lo scudetto a Chivu, ai nerazzurri basterebbero 6 vittorie e un pareggio (o 5 successi e 4 pari) per neutralizzare l’eventuale percorso netto del Milan, la cui quota massima raggiungibile è fissata a 87 punti. Il margine di errore è talmente ampio che l’Inter dovrebbe fallire l’appuntamento con i tre punti in almeno 5 delle ultime 9 sfide per veder sfumare un obiettivo che, dopo il tragico epilogo della scorsa stagione, rappresenta un obbligo categorico.

Mentre le rivali si rinvigoriscono grazie ai rientri di De Bruyne e McTominay, i nerazzurri devono rispondere sul campo alle polemiche arbitrali post-Lecce e alla pressione di un ambiente che teme un nuovo crollo verticale. La trasferta del Franchi contro la Fiorentina assume dunque i contorni di un vero e proprio match point psicologico: uscire con i tre punti significherebbe mettere una pietra tombale sulle speranze di rimonta di Allegri e Conte, trasformando la volata finale in una pura formalità statistica verso la seconda stella.

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