Inter, pagelle da incubo: Akanji e Thuram i colpevoli del ko Champions

Bocciati Chivu e Barella, si salva solo Bastoni. La critica demolisce i nerazzurri dopo il Bodø.

Redazione
4 min di lettura

Nella mattinata di oggi, l’eco della disfatta casalinga contro il Bodø/Glimt scuote le fondamenta dell’ambiente nerazzurro, con una critica feroce che non concede sconti ai protagonisti della serata di San Siro. La colonna sonora del giorno dopo è un coro di bocciature nelle pagelle de La Gazzetta dello Sport, che fotografano una compagine priva di anima e idee, incapace di arginare l’esuberanza dei norvegesi. Il verdetto del campo, che sancisce l’estromissione traumatica dalla Champions League, mette a nudo le fragilità strutturali di un sodalizio che sembra aver smarrito la propria identità proprio nel momento cruciale della stagione.

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Le poche luci nel buio nerazzurro

In un panorama desolante, l’unico a uscire dal campo con un’investitura di autorevolezza è Alessandro Bastoni, premiato con un 6,5. Il difensore ha vissuto una vera e propria catarsi: «Sostenuto dalla spinta emotiva della Curva Nord dopo i recenti tumulti, ha suggellato la prestazione con una rete che, purtroppo per le sorti del club, è giunta troppo tardi per ribaltare un destino già scritto», si legge nell’analisi del quotidiano. Note di merito parziali anche per Luis Henrique (6), apparso più risoluto e coraggioso nelle incursioni laterali pur cedendo fisicamente dopo soli quarantacinque minuti, e per l’estremo difensore Yann Sommer (6), la cui reattività su Evjen e Blomberg ha evitato un passivo ancor più umiliante, nonostante qualche incertezza in fase di disimpegno.

Il crollo dei pilastri: Akanji e Thuram sul banco degli imputati

La congiuntura negativa è alimentata dalle prestazioni deficitarie degli uomini più attesi. Il voto più basso in pagella colpisce Manuel Akanji (4,5), ritenuto il principale responsabile dell’eliminazione: «L’amnesia difensiva che ha propiziato lo svantaggio iniziale è stata una sentenza inappellabile; l’episodio del palo colpito non può in alcun modo fungere da attenuante per una gestione del reparto arretrato ai limiti del dilettantismo». Non meno severo il giudizio su Marcus Thuram (4,5), protagonista di una serata opaca costellata da errori sotto porta e prolungate eclissi dal vivo del gioco. Anche il capitano Nicolò Barella (5) è apparso l’ombra di se stesso, soffrendo visibilmente in un’insolita posizione di mezzala sinistra che ne ha depotenziato il dinamismo e la visione di gioco.

La sentenza su Chivu e il peso dell’insuccesso

Il summit decisivo per il futuro della panchina nerazzurra non potrà prescindere dalla bocciatura di Cristian Chivu (5). Al tecnico viene contestata una gestione del doppio confronto deficitaria sotto il profilo della tenuta mentale e fisica: «La stanchezza e la tensione accumulate sono pesate molto più della sfortuna; l’incapacità di leggere i secondi tempi, sia all’andata che al ritorno, è costata il traguardo più prestigioso della stagione», sottolinea il commento editoriale. Con una sfilza di insufficienze che coinvolge anche Frattesi, Zielinski e Dimarco, l’Inter si ritrova ora a dover gestire un’impasse psicologica pericolosa, con la consapevolezza che il fallimento europeo obbligherà la società a riflessioni profonde in vista del prossimo mercato estivo.

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