Inter-Juventus 3-2: Zielinski all’ultimo respiro firma la fuga scudetto

Derby d'Italia infinito a San Siro: i bianconeri in dieci per un tempo sfiorano l'impresa, ma il polacco decide al 90'. Chivu vola a +8 sul Milan.

Redazione
4 min di lettura

Un verdetto scolpito nell’epilogo di una sfida infinita, che ribadisce le gerarchie del campionato e proietta i campioni in carica verso una fuga che sa di sentenza. L’Inter batte la Juventus 3-2 nel derby d’Italia numero 251, grazie a una rete di Piotr Zielinski allo scadere che punisce oltremodo una compagine bianconera eroica, rimasta in dieci uomini per oltre un tempo a causa dell’espulsione di Kalulu. Il sodalizio guidato da Christian Chivu allunga così a +8 sul Milan, capitalizzando un match vissuto sulle montagne russe emotive, tra svarioni difensivi, legni e un’intensità agonistica d’altri tempi.

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L’episodio spartiacque e la resilienza bianconera

La contesa di San Siro si è accesa dopo un avvio di studio, sbloccandosi al 17′ su una sfortunata deviazione di Cambiaso, che ha trafitto il proprio portiere Di Gregorio nel tentativo di anticipare gli attaccanti nerazzurri su cross di Luis Henrique. Lo stesso terzino azzurro ha però trovato la forza del riscatto immediato al 26′, siglando l’1-1 sottomisura dopo un’incertezza di Bisseck. L’equilibrio del primo tempo è stato spezzato non dal punteggio, ma dalla decisione arbitrale di La Penna al 42′: un secondo giallo comminato a Kalulu per un contatto su Bastoni apparso inesistente ai replay. «Il VAR non può intervenire sulle seconde ammonizioni», è il mantra tecnico che ha lasciato la squadra di Luciano Spalletti in inferiorità numerica proprio mentre i padroni di casa colpivano un palo clamoroso con lo stesso Bastoni.

Nonostante l’uomo in meno, la Juventus ha approcciato la ripresa con un piglio garibaldino, sfiorando il sorpasso con una tripla occasione sventata da un monumentale Sommer. Tuttavia, la pressione dell’Inter si è fatta asfissiante con l’ingresso di Esposito, mossa tattica decisiva di Chivu. Al 76′, il giovane attaccante ha finalizzato di testa un cross di Dimarco, riportando avanti i nerazzurri e sembrando chiudere la pratica. Ma la Juventus, fedele alla sua storia di resilienza, ha trovato il 2-2 all’83’ con una stoccata dal limite di Manuel Locatelli, servito da un generoso McKennie.

Il sigillo di Zielinski e le prospettive scudetto

Quando il pareggio sembrava il risultato naturale di una battaglia epica, è salita in cattedra la qualità dei singoli. Al 90′, Piotr Zielinski si è caricato sulle spalle la responsabilità della conclusione dalla distanza: un mancino violento e preciso che non ha lasciato scampo a Di Gregorio, fissando il risultato sul definitivo 3-2. «Volevamo confermare le ottime prestazioni recenti, l’esperienza dello scorso anno ci è servita», aveva dichiarato il presidente Giuseppe Marotta nel pre-partita ai microfoni di Sky Sport, e la risposta del campo ha confermato la solidità mentale di un gruppo che non smette di vincere.

Il tecnico bianconero Spalletti ha tentato il tutto per tutto inserendo Openda e Boga, ma l’impatto dell’inferiorità numerica ha pesato nel convulso finale, dove solo un salvataggio sulla linea di Koopmeiners ha evitato il poker di Bonny. Con questo successo, l’Inter blinda il primato e mette pressione alle inseguitrici, mentre la Juventus esce da San Siro con la consapevolezza di aver giocato alla pari contro la compagine più attrezzata del torneo, nonostante un arbitraggio che farà discutere a lungo nelle sale stampa.

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