Sassuolo-Inter, l’amarcord di Fabio Grosso: l’eroe del 2006 sfida il suo passato nerazzurro

Al Mapei Stadium incrocio di fuoco tra il tecnico neroverde e la corazzata di Chivu. Dallo Scudetto dei record alla panchina emiliana: la missione del "terzino mondiale".

Redazione
3 min di lettura

Il Mapei Stadium si trasforma oggi pomeriggio nel teatro di un incrocio del destino che profuma di storia e successi indelebili. Fabio Grosso, attuale condottiero di un Sassuolo ambizioso, sfida l’Inter schiacciasassi di Cristian Chivu, riaprendo un cassetto dei ricordi che riporta la mente all’estate magica del 2006. Per il tecnico neroverde non è una gara come le altre: affrontare i colori nerazzurri significa confrontarsi con il club che scelse per consacrarsi definitivamente dopo aver toccato il cielo con un dito a Berlino, sotto la guida di Marcello Lippi.

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Una stagione da record: il breve amore nerazzurro

L’avventura di Grosso all’ombra della Madonnina fu tanto intensa quanto fugace. Approdato a Milano dopo le stagioni della maturità tra Perugia e Palermo, il terzino abruzzese fu il tassello scelto dalla dirigenza interista per blindare la corsia mancina nella stagione 2006/2007. In quella annata, caratterizzata dal costante ballottaggio tattico con il brasiliano Maxwell, Grosso fu uno dei preziatori protagonisti dello “Scudetto dei record”, mettendo in bacheca anche la Supercoppa Italiana strappata alla Roma in un esordio folgorante.

Nonostante l’addio dopo soli dodici mesi, il legame tra il tecnico e l’ambiente meneghino è rimasto intatto, cementato dal rispetto per chi ha contribuito a scrivere una delle pagine più dominanti della storia recente del club. «Arrivò in nerazzurro per la corsia mancina, Fabio Grosso si alternò con Maxwell nella sua unica stagione a Milano e adesso affronterà l’Inter da avversario», sottolineano gli addetti ai lavori, evidenziando come il calcio sappia sempre riproporre intrecci romantici.

La sfida tattica: Grosso contro Chivu

Oggi, quasi vent’anni dopo quelle corse sulla fascia, Grosso si ritrova a gestire la pressione dalla panchina. La sua evoluzione come allenatore lo ha portato a essere considerato uno dei profili più preparati del panorama nazionale, capace di plasmare un Sassuolo giovane e coraggioso. Gli occhi della critica sono puntati sulla sua gestione di Muharemovic, il talento più discusso del momento, che Grosso sta svezzando con la stessa sapienza con cui un tempo pennellava cross per le punte.

Dall’altra parte troverà un’Inter che, sotto la guida di Chivu, premiato recentemente come miglior tecnico del mese, sembra aver trovato una quadratura quasi perfetta. Per il Sassuolo, la partita odierna rappresenta l’esame di laurea: fermare la capolista significherebbe non solo guadagnare punti pesanti in ottica classifica, ma anche confermare la bontà del progetto tecnico di Grosso. L’ex eroe dei Mondiali è pronto a giocare un brutto scherzo al suo passato, dimostrando che il “Cubo di Rubik” tattico di questa Serie A può essere risolto anche con la grinta e l’organizzazione della provincia emiliana.

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