L’Inter stava scivolando verso una serata complicata contro il Pisa, quando Federico Dimarco ha rimesso ordine e furia sulla fascia sinistra. Entrato al 34’ del primo tempo, con i nerazzurri sotto di due gol, l’esterno ha cambiato volto, ritmo e direzione alla gara, trasformandola in una goleada che dice molto sul suo peso specifico nel sistema di Cristian Chivu.
Una scelta iniziale che pesa
Tenere fuori Dimarco, anche considerando le scorie della serata europea con l’Arsenal e l’assenza di Hakan Çalhanoğlu, si è rivelato un azzardo. Senza di lui, l’Inter ha insistito per vie centrali, facilitando il lavoro difensivo del Pisa. A sinistra, Carlos Augusto ha svolto il compitino; dall’altra parte, Luis Henrique non ha mai trovato tempi e sincronismi. Anche sui calci piazzati il segnale era chiaro: senza Dimarco dalla bandierina, l’Inter perdeva incisività e tempo.
L’ingresso che cambia la partita
Il primo pallone toccato da Dimarco è già un avviso, con Simone Scuffet costretto alla grande parata. Poi l’azione che porta al rigore, inevitabilmente nata a sinistra. Dal suo piede parte anche il cross del 2-2 firmato da Lautaro Martínez. Il 3-2 di Pio Esposito arriva ancora dalla stessa corsia, con Alessandro Bastoni libero di sovrapporsi proprio perché davanti c’è Dimarco a dare certezze.
Nella ripresa, l’Inter diventa padrona del campo. Dimarco produce occasioni in serie: cross, conclusioni, inserimenti. Sfiora il gol più volte, poi lo trova con il 4-2, un sinistro non pulitissimo ma imprendibile. Dal suo passaggio verticale nasce il 5-2 di Bonny, mentre il 6-2 di Henrikh Mkhitaryan prende forma da un corner battuto, ancora una volta, dal numero 32.
Numeri da attaccante, lavoro da esterno totale
Il bottino stagionale – 5 gol e 8 assist – è da attaccante aggiunto. Ma ridurre Dimarco alla fase offensiva è limitante. Nel secondo tempo, quando il Pisa prova a rialzare la testa, l’esterno è protagonista anche di chiusure difensive precise, smentendo definitivamente l’idea che non sappia coprire.
Un’arma strutturale, non una sorpresa
L’importanza di Dimarco non è una novità. Da anni i suoi gol, i suoi assist e il suo furore agonistico sono una risorsa centrale per l’Inter. In passato ci sono stati momenti di gestione discutibile – come l’esperimento da centrale con Simone Inzaghi nel 2021-22 o le sostituzioni sistematiche “per stanchezza” – ma Chivu, finora, aveva evitato questi rischi. A San Siro ha concesso un turno di riposo. Errore grave, corretto in tempo. La partita lo ha ribadito senza appello: lasciare fuori Dimarco significa togliere all’Inter una parte enorme del proprio potenziale. Quando c’è, la squadra respira, attacca, crea. Quando entra, decide.
