L’Inter guarda tutti dall’alto e, secondo chi quella maglia l’ha vissuta da protagonista assoluto, ha già le carte in regola per arrivare fino in fondo. A dirlo è Maicon, che in un’intervista rilasciata nelle ultime ore ha fotografato il momento del campionato indicando nei nerazzurri la squadra da battere per lo Scudetto, per qualità della rosa, leadership tecnica e guida in panchina. Il punto di vista non è neutrale, ma è informato. Maicon conosce l’ambiente, conosce il peso delle aspettative e riconosce nell’Inter attuale una superiorità strutturale che, a suo giudizio, farà la differenza nella seconda metà della stagione.
Inter più completa, la guida di Chivu convince
Nel suo ragionamento c’è un elemento che pesa più degli altri: la completezza dell’organico. L’Inter, secondo l’ex terzino, ha alternative in ogni reparto e un riferimento offensivo che sposta gli equilibri, Lautaro Martínez, definito un campione capace di trascinare la squadra nei momenti decisivi.
Maicon si sofferma anche su chi oggi siede in panchina. Cristian Chivu non lo sorprende: già da calciatore mostrava una lettura del gioco fuori dal comune. Oggi, da allenatore, unisce competenza tattica e gestione umana, costruendo un rapporto diretto con il gruppo. Empatia e intelligenza, secondo il brasiliano, non sono dettagli: sono il fondamento di una squadra che sa attraversare i momenti difficili senza scomporsi.
Le rivali e il peso della stagione lunga
Guardando alle avversarie, il giudizio è netto. Il Napoli viene visto come discontinuo, capace di grandi picchi ma non sempre affidabile nel rendimento. Il Milan, invece, paga una rosa considerata inferiore per profondità e soluzioni.
C’è poi un fattore che per Maicon diventa decisivo: le coppe. Quando il calendario si infittisce e la stagione entra nella fase più logorante, non tutte le squadre reagiscono allo stesso modo. L’Inter, in questo scenario, sembra avere qualcosa in più, quella solidità che spesso decide i campionati.
Un legame che non si è mai spezzato
Il discorso scivola inevitabilmente sul piano emotivo. Maicon non rinnega nulla del suo percorso, ricorda con rispetto anche l’esperienza alla Roma, ma ammette che l’Inter resta un’altra cosa. Un amore sportivo che non si è mai esaurito, alimentato dal continuo seguire le partite, dal bisogno di sentire ancora l’adrenalina del campo, anche da spettatore. Il cuore, in questi casi, non è un accessorio: orienta il tifo e rafforza una convinzione già maturata sul piano tecnico.
Un calcio diverso, meno talento e più forza
Lo sguardo finale è più ampio e riguarda il calcio di oggi. Per Maicon lo sport è cambiato radicalmente: meno talento puro, più fisicità, più corsa, più struttura. Non è solo una questione italiana, ma un trend globale. Non necessariamente un peggioramento, piuttosto una trasformazione. Il calcio resta vivo, competitivo, capace di emozionare. E se deve scegliere un finale per questa stagione, l’ex terzino non ha dubbi: con la speranza, e la convinzione, che sia l’Inter a festeggiare.
