Gabriel Jesus torna protagonista proprio nel teatro che, per un attimo, avrebbe potuto essere casa sua. Domani sera a San Siro, nella sfida di Champions League contro l’Inter, l’attaccante brasiliano dell’Arsenal è candidato a una maglia da titolare, completando simbolicamente il cerchio di un percorso interrotto bruscamente dall’infortunio e ripreso con forza dopo mesi di silenzio.
Il ritorno dopo il buio
La rottura del crociato, nella scorsa stagione, aveva congelato tutto. Tempi lunghi, riabilitazione, dubbi inevitabili. Oggi, però, Gabriel Jesus è tornato a essere una risorsa concreta per la squadra di Mikel Arteta, capolista in Premier League e protagonista anche in Europa. Il suo rientro non è stato affrettato, ma costruito con pazienza, fino a riportarlo al centro delle rotazioni in una notte che vale molto più di una semplice presenza.
San Siro e quell’estate che cambiò tutto
Per Jesus, San Siro non è uno stadio qualsiasi. È il luogo che nel 2016 avrebbe potuto segnare l’inizio di una storia diversa. In quell’estate l’Inter cercava un attaccante brasiliano e il suo nome era sul tavolo, prima che la scelta ricadesse su Gabriel Barbosa. Jesus, invece, prese la strada di Manchester, affidandosi a Pep Guardiola.
Un bivio che oggi assume i contorni del paradosso, se si osservano le traiettorie successive delle carriere. Proprio Jesus, alla vigilia della partita, ha ricordato quel momento senza rimpianti: le chiacchiere ci furono, ma la scelta di andare da Guardiola, da giovane, fu quella giusta. L’Inter, nel frattempo, aveva già fatto un’altra scommessa.
Una notte per dimostrare di essere tornato
Domani sera il brasiliano avrà qualcosa in più da giocarsi. Non solo gli ottavi di Champions per l’Arsenal, ma la conferma definitiva di essere tornato davvero, oltre l’infortunio e oltre i dubbi. Una prestazione convincente a San Siro avrebbe un peso specifico enorme, anche simbolico.
Per l’Inter, invece, sarà inevitabile un confronto con il passato. Perché certe sliding doors, nel calcio, non si chiudono mai del tutto. E quando si riaprono sotto le luci della Champions, finiscono per pesare ancora di più.
