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Inter-Arsenal, Chivu: “Tra le più forti d’Europa. Prime otto? Obiettivo chiaro”

Alla vigilia della Champions, il tecnico nerazzurro elogia l’Arsenal e punta sulla gestione dei momenti. Thuram: “Può stare tra i migliori al mondo”

3 min di lettura

Alla vigilia di Inter-Arsenal, settima giornata della fase campionato di Champions League, Cristian Chivu ha messo subito il perimetro della partita: rispetto massimo per l’avversario, lucidità negli snodi del match e un obiettivo dichiarato, chiudere tra le prime otto. Martedì sera a San Siro non è solo una gara di cartello, ma un passaggio che misura ambizioni e maturità europea.

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L’allenatore nerazzurro non gira attorno ai numeri e al peso specifico dell’Arsenal. “È tra le squadre più forti d’Europa, per investimenti e competitività degli ultimi anni. Sono primi in Premier e in Champions. Insieme al Bayern, sono tra le più forti”. Un riconoscimento netto, che non suona come resa ma come fotografia del contesto.

La corsa alle prime otto e la gestione dei momenti

Alla domanda sull’eventualità di scivolare fuori dalle prime otto in caso di ko, Chivu non entra nel gioco delle proiezioni. “Per me le partite sono tutte importanti. Non bisogna sottovalutare nessuno. Siamo consapevoli dell’importanza di domani e del nostro obiettivo: finire tra le prime otto”. Il punto, per il tecnico, è sfatare il rumore esterno e affrontare la gara accettandone le fasi: “Non dobbiamo fare errori, dobbiamo accettare i momenti di una partita”. Tradotto: gestione, equilibrio, niente frenesia.

Thuram, leadership e continuità

Il passaggio su Marcus Thuram è uno dei più significativi. Chivu lo colloca senza esitazioni tra i migliori in circolazione: “Ha tutte le caratteristiche per stare tra i dieci attaccanti più forti al mondo”. Nessuna preoccupazione sulla gestione: “Un giocatore può anche riposare, per me va bene tutto”. Poi i dati, citati con un sorriso: gol o assist ogni 105 minuti. “È migliorato, lo dicevate voi? Lo dicevo anch’io”.

Il merito, insiste l’allenatore, è del giocatore: intelligenza, convinzione, margini ancora ampi. E soprattutto una rosa che offre soluzioni: “Abbiamo quattro punte che ci danno una grande mano”. Un messaggio chiaro anche allo spogliatoio: competizione interna come valore, non come problema.

Il messaggio alla vigilia

Chivu non promette spettacolo, promette solidità. Riconosce la forza dell’Arsenal, alza l’asticella dell’attenzione e riporta tutto all’essenziale: leggere la partita, non commettere errori, accettare le onde. A San Siro si gioca un pezzo di classifica, ma soprattutto un pezzo di identità europea.

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