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Perišić-Inter, suggestione senza futuro: il PSV chiude ogni spiraglio

Il croato resta un pilastro del PSV Eindhoven: nessuna apertura alla cessione, nonostante l’emergenza sulle fasce nerazzurre

3 min di lettura

Il nome è tornato a circolare con la forza dei ricordi importanti, ma la realtà racconta una storia diversa. Ivan Perišić e l’Inter, oggi, non sono destinati a incrociarsi di nuovo. Non per mancanza di stima, né per dubbi tecnici, ma per una combinazione di fattori che rendono l’ipotesi poco più di una suggestione nostalgica.

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Un’idea che non prende quota

In casa Inter il tema è stato affrontato senza giri di parole: il ritorno di Ivan Perišić non è una pista calda. Anzi, viene considerata una soluzione già accantonata, nonostante all’esterno continui a riemergere ciclicamente, soprattutto alla luce delle difficoltà sulla fascia destra.

Il punto non è l’età, prossima ai 37 anni, né la condizione fisica. Su questo fronte, l’Inter non nutre particolari perplessità: Perišić resta un atleta integro, affidabile, con numeri ancora rilevanti. Ma il mercato non vive di sole valutazioni tecniche.

Il muro del PSV e un ruolo centrale nel progetto

A rendere l’operazione impraticabile è soprattutto la posizione del PSV Eindhoven. Il club olandese non ha mai aperto a una cessione, nemmeno parziale o temporanea. Perišić è considerato un punto fermo, non una pedina sacrificabile.

I numeri lo confermano: rendimento costante, leadership, produzione offensiva ancora decisiva. E soprattutto un calendario che pesa. Il PSV è impegnato in una fase cruciale di UEFA Champions League, con l’obiettivo di superare gli step decisivi e affrontare i playoff. In questo contesto, privarsi di un giocatore così esperto sarebbe una scelta controproducente. Non a caso, il contratto del croato, rinnovato solo un anno fa, scade nel 2027. Un dettaglio che rafforza ulteriormente la chiusura del club.

L’emergenza Inter non basta a riaprire il discorso

È vero che l’Inter deve fare i conti con l’assenza di Denzel Dumfries, fuori per diverse settimane. Ed è altrettanto vero che le alternative attuali non convincono fino in fondo: chi è in fase di adattamento, chi rappresenta ancora un esperimento tattico. In questo scenario, Perišić sarebbe rientrato immediatamente nel cuore del gioco, senza bisogno di rodaggio. Ma il calcio moderno, soprattutto a gennaio, non si muove solo per necessità, bensì per opportunità concrete. E qui l’opportunità, semplicemente, non c’è.

Più memoria che mercato

Il quadro è chiaro: nessuna trattativa avviata, nessun contatto reale, nessuna apertura da parte del PSV. L’idea resta affascinante sul piano emotivo, ma non supera la prova dei fatti. Perišić e l’Inter restano legati da una storia importante, fatta di trofei e prestazioni decisive. Ma oggi quella storia appartiene al passato, non al presente del mercato. E almeno per questo gennaio, certi ritorni sono destinati a restare tali solo nei ricordi.

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