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Pavard, Marsiglia non decolla: e se l’Inter ci ripensasse?

Alternanza, fiducia mancata e numeri da rileggere: il francese può tornare un’opzione per i nerazzurri

3 min di lettura

Il calcio sa essere spietato soprattutto con chi vive di percezioni. E in questo momento Benjamin Pavard è esattamente lì: dentro una stagione che non decolla, lontano da Milano, con addosso l’etichetta di “affare riuscito per l’Inter” che rischia di diventare una semplificazione comoda, ma fuorviante.

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A Marsiglia Pavard non sta attraversando un periodo brillante. Il suo trasferimento estivo dall’Inter all’Olympique Marsiglia, consumato nelle ultime ore di mercato con la formula del prestito con diritto di riscatto, doveva rappresentare una nuova centralità tecnica. Per ora, invece, è diventato un terreno di riflessione anche per chi a Milano non ha mai smesso di seguirlo.

Pavard e l’Inter: i numeri raccontano un’altra storia

Quando si parla del rendimento di Pavard in nerazzurro, spesso si ricorre a giudizi rapidi. Ma i numeri, come spesso accade, raccontano qualcosa di diverso. Nella scorsa stagione Benjamin Pavard ha collezionato 23 presenze in campionato per 1.589 minuti, vivendo una continua alternanza che raramente aiuta un difensore a trovare ritmo e certezze. Il vero titolare, dati alla mano, è stato Yann Bisseck, con 27 presenze e 1.639 minuti, oltre a un impiego più stabile anche in Europa. Una gestione che ha finito per creare una concorrenza logorante, probabilmente poco funzionale per entrambi. Pavard, però, ha lasciato un segno pesante: il gol contro il Bayern Monaco, uno di quelli che pesano più delle statistiche grezze.

Fiducia e continuità: il caso Akanji

Il confronto diventa ancora più interessante guardando a Manuel Akanji, arrivato all’Inter dal Manchester City. A metà stagione, lo svizzero ha già superato 1.530 minuti, un dato che racconta una cosa semplice: fiducia chiara da parte dell’allenatore. Nel calcio moderno, la continuità è spesso più importante del ruolo. E quando un giocatore sente di essere una scelta primaria, il rendimento segue quasi automaticamente.

Pavard oggi: un problema o un’opportunità?

Tecnicamente Pavard resta un difensore di alto livello. Può giocare da braccetto di destra in una difesa a tre, ma anche da esterno più conservativo, alla maniera di Darmian, non certo con le caratteristiche esplosive di Dumfries. È un giocatore di equilibrio, letture e posizionamento. Se motivato, potrebbe risolvere più di un problema a Cristian Chivu, soprattutto in una fase della stagione in cui le rotazioni diventano decisive.

Ritorno possibile? La palla passa alla dirigenza

Lo scenario è suggestivo: rientro dal prestito, costo del cartellino vicino allo zero, ma ingaggio da rinegoziare. Tutto dipenderebbe dalla volontà del Marsiglia e da quella dell’Inter di riaprire il dossier. Un’operazione non semplice, ma nemmeno fantascientifica. Perché nel calcio le storie raramente finiscono davvero quando sembrano chiuse. Ora la palla passa a Giuseppe Marotta e Piero Ausilio. Pavard resta lì, in bilico tra un presente opaco e un passato che, forse, non è mai stato davvero archiviato.

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