Alle 18.30 il calendario mette sul tavolo Genoa-Cagliari, ma a Milano l’orologio segna un’ora diversa. A Viale della Liberazione la partita del Ferraris viene letta con l’occhio lungo di chi ragiona già sul domani, perché dietro il risultato c’è un tema che in casa nerazzurra è diventato strutturale: la fascia destra. Non un capriccio di mercato, ma una necessità nata dagli incastri della stagione.
Una corsia che pesa più del risultato
L’assenza prolungata di Denzel Dumfries ha tolto all’Inter una certezza atletica e tattica. A cascata, lo stop di Matteo Darmian ha ristretto le soluzioni, costringendo lo staff a dare continuità a Luis Henrique. Il brasiliano sta facendo il suo percorso di adattamento, con tempi fisiologici per un ruolo che chiede gamba, letture e continuità, ma la dirigenza sa che il tema non può restare sospeso a lungo. Ecco perché Genoa-Cagliari, stasera, è molto più di una gara di metà stagione.
Il profilo che piace a Marassi
Nel Genoa, che ha attraversato un’annata irregolare, c’è un laterale che ha acceso più di un taccuino. Norton-Cuffy è uno di quei profili che raccontano una crescita silenziosa ma costante. Arrivato giovane, ha trovato spazio e responsabilità, mettendo insieme presenze e personalità. Il club ligure ha investito poco per portarlo in Italia, ma il valore percepito è cresciuto rapidamente, anche per via delle clausole che legano ancora il ragazzo all’Arsenal. La linea del Genoa è chiara: non si parla di uscite a cuor leggero. Chi lo vuole deve sedersi a un tavolo che parte da cifre importanti, perché il club sa di avere in mano un asset appetibile anche fuori dai confini italiani.
A Cagliari numeri e prospettiva
Sull’altra sponda del match, il Cagliari propone un nome diverso per età e percorso, ma non per appetibilità. Marco Palestra ha già messo insieme segnali concreti: assist, intraprendenza, una maturità sorprendente per un classe 2005. Il cartellino resta dell’Atalanta, che osserva da vicino la crescita del ragazzo e non ha fretta di decidere. In casa Inter il messaggio è stato chiaro: gennaio non è il momento. Ma giugno è un’altra storia. E quel passato nerazzurro vissuto nelle giovanili rende la suggestione meno astratta di quanto sembri.
Una partita osservata da mezza Serie A
Genoa-Cagliari diventa così una vetrina laterale, in senso letterale. A San Siro non sono gli unici a guardare: Milan e Juventus hanno acceso i radar sugli stessi profili. Segno che il mercato, quando intercetta certi ruoli, parla una lingua comune. La partita finirà con un risultato, ma le valutazioni no. Quelle continueranno anche domani, quando la corsia destra tornerà a essere una delle voci più sensibili nell’agenda dei dirigenti.
