Trenta milioni più bonus. È questa la cifra a cui l'Inter chiuderà per Djed Spence, dopo che le richieste iniziali del Tottenham - fissate tra i 45 e i 50 milioni - si sono sgonfiate di oltre dieci milioni nel giro di poche settimane. Un colpo che porta la firma del trio Marotta-Ausilio-Baccin e che, secondo TUTTOmercatoWEB.com, racconta bene la strategia scelta da Viale della Liberazione in questa sessione estiva: aspettare, senza farsi dettare i tempi dal mercato.
Non è stata una scelta casuale, quella della pazienza. A spiegarla, più volte nelle ultime settimane, è stato il direttore sportivo Piero Ausilio, dopo che i controlli del CONI avevano bocciato il tesseramento dell'esterno israeliano Anan Khalaili. Meglio attendere l'occasione giusta, aveva fatto capire il dirigente, piuttosto che tappare un buco sulla fascia destra con un profilo lontano dalle caratteristiche richieste dallo staff tecnico. Una lacuna, quella lasciata scoperta dall'addio di Denzel Dumfries, che pesa e che l'Inter vuole colmare senza scorciatoie.
Spence, l'obiettivo di sempre
Il nome di Spence, in realtà, non è mai uscito davvero dai radar nerazzurri. L'inglese, tra i migliori nel suo ruolo agli ultimi Mondiali, era il preferito della dirigenza già dopo i tentativi sfumati per Palestra e per lo stesso Khalaili. Mancavano, fino a questi giorni di agosto, le condizioni giuste per affondare il colpo. Ora quelle condizioni ci sono, e la chiusura dell'affare appare imminente.
Centrocampo, la stessa filosofia per Jones
Lo stesso copione, quasi identico, si sta ripetendo a centrocampo. Qui il nome cerchiato in rosso è quello di Curtis Jones, obiettivo primario per la mediana nerazzurra. Il Liverpool ha aperto totalmente al trasferimento, il giocatore pure, ma l'Inter aspetta ancora un tassello prima di affondare: la cessione di Davide Frattesi alla Lazio, che dovrebbe concretizzarsi con un prestito con obbligo di riscatto legato a condizioni facili da raggiungere.
Solo dopo quell'uscita scatterà l'assalto vero e proprio a Jones, per una cifra attorno ai 35 milioni, anche in questo caso ben al di sotto della richiesta iniziale dei Reds, superiore di oltre dieci milioni rispetto alla valutazione a cui si starebbe avvicinando la trattativa.
Due incastri paralleli, dunque, costruiti sulla stessa logica: pazienza, prudenza, e la convinzione che il momento giusto valga più della fretta. Se entrambi i tasselli dovessero andare a posto, Chivu si ritroverebbe con una rosa costruita pezzo dopo pezzo, senza sbavature, secondo un disegno preciso partito mesi fa da Viale della Liberazione.



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