Archiviata la quinta giornata di Serie A, ha inizio la lungo sosta delle nazionali. Dopo la disfatta nella qualificazione agli scorsi Mondiali, l'incarico di nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana è stato affidato a Roberto Mancini. Un secondo mandato per l'allenatore marchigiano, che inizia con la Nations League: quattro impegni in tre settimane per iniziare a testare la rosa, fra cui nuovi profili e molti giovani. Fra questi, è stato convocato per la prima volta Sebastiano Esposito, fratello di Pio anche lui chiamato a Coverciano. Dunque, i due condivideranno per la prima volta insieme lo spogliatoio dell'Italia.
Una miscela composta da emozioni di diverso carattere, ma anche di voglia e determinazione per le prossime partite, importanti anche in vista delle qualificazioni agli europei che inizieranno a marzo dell'anno seguente. Una notizia positiva anche per l'Inter, con Pio che conferma il suo posto con la Nazionale dopo i precedenti ritiri, e Sebastiano che è cresciuto nel settore giovanile nerazzurro e debuttato in prima squadra nel 2019, prima di una serie di prestiti fino all'estate del 2025.
Le prime indicazioni di Mancini
I due fratelli, direttamente dal ritiro di Coverciano, si sono espressi in una intervista trasmessa attraverso i canali ufficiali degli Azzurri. Entrambi di ruolo attaccante, hanno raccontato di come Mancini abbia avuto un ottima impressione. Pio Esposito ha parlato dei preziosi suggerimenti che il nuovo ct può fornirgli: "Il mister è stato un grande attaccante e ci può dare tantissimi suggerimenti sul ruolo e sulle indicazioni tecniche" . Sebastiano invece ha orientato i suoi pensieri maggiormente sul piano emotivo: "Ci ha detto di godercela. Venire in Nazionale in generale è strepitoso e fai fatica a godertela per le emozioni che provi. Andare in Nazionale con tuo fratello porta ad emozioni in più, sicuramente".
Prima volta per Sebastiano: dalle giovanili con l'Inter alla conferma in Serie A, fino alla Nazionale
I fratelli Esposito sono accomunati anche dal tifo: l'amore per l'Inter, oltre che per la propria terra di Castellammare di Stabia. Infatti, entrambi sono cresciuti nel settore giovanile nerazzurro. Se Pio ha avuto una crescita esponenziale in soli due anni in prestito con lo Spezia, Sebastiano ha dovuto faticare parecchio prima di raggiungere il livello che desidera, che ora lo sta rendendo protagonista in Serie A. Dunque, una convocazione non casuale per l'attaccante del Sassuolo, derivante da un lungo percorso di sacrifici e anche sofferenza: "Il percorso nelle giovanili mi è servito per capire ancora di più l'importanza della Nazionale. Serve a fare passi in avanti nella vita e verso la maglia che indossi. Un'emozione diversa, ho fatto tornei importanti con l'Inter, e siamo stati fortunati su questo aspetto, ma la Nazionale è un'altra cosa"
Legame eterno sia dentro che fuori dal campo
L'intervista si è conclusa raccontando il proprio trascorso personale, del puro rapporto innato tra fratelli e con i propri genitori, che, come afferma Pio, hanno fatto sacrifici per garantire loro il sogno di diventare un calciatore professionista: "Mia mamma ha sofferto il distacco perché siamo andati via tutti da casa e quindi non esitiamo, appena possiamo torniamo da lei a casa. Perché se lo merita, hanno messo sempre noi davanti a tutto e tutti. Hanno fatto tanti sacrifici per organizzare tutto quando andavamo a giocare nell'Inter, avevamo partite diverse e ci organizzavamo, abbiamo fatto tanti sacrifici". Parole a cui anche il fratello Sebastiano si accoda, sottolineando il legame che unisce i due calciatori anche a distanza, fra scherzi e battute riguardanti le partite che disputano: "Siamo fortunati perché abbiamo avuto genitori straordinari. Grazie a loro, ma siamo stati bravi anche noi, abbiamo reso forte il legame tra noi. Siamo stati sempre forti insieme, legame forte, costruito sulla base dell'amore che tra noi è straordinario. Se Pio sbaglia un gol lo prendiamo in giro e succede spesso...".

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